musiche di Arvo Pärt, Ēriks Ešenvalds, David Lang, Philip Glass, Ola Gjeilo
Coro e ensemble strumentale della Società Corale Città di Cuneo – direttore Giuseppe Cappotto
In collaborazione con Città in Note 2026
Il repertorio proposto vuole essere un omaggio alla composizione contemporanea: tutti i compositori in programma sono infatti viventi, e sono fra i più eseguiti ed acclamati dalle platee di tutto il mondo.
Anche i testi che sottendono alle varie opere in repertorio sono molto significativi, partendo da un paio di testi classici e passando da Walt Whitman a Madre Teresa di Calcutta, per giungere alla poliedrica artista Laurie Anderson.
Tuttavia, il repertorio proposto appare estremamente fruibile e coinvolgente dal punto di vista emotivo, prova ne sia il successo che i compositori in programma hanno avuto in epoche recenti in numerose occasioni, anche non strettamente concertistiche.
Valga per tutti lo statunitense David Lang, assurto a fama mondiale, e non solo, fra gli addetti ai lavori, con la colonna sonora de “La grande Bellezza”, o il fatto che il novantenne estone Arvo Pärt sia da almeno un decennio il compositore più eseguito al mondo, e che abbia conseguito più dottorati honoris causa nelle discipline più diverse di tutti i suoi colleghi. Il fulcro della serata sta tutto nel suo “Te Deum”, scritto nel 1984 e già divenuto un best seller, fra richiami al canto gregoriano e accenti di profonda meditazione. Ed ora si può semplicemente affermare senza tema di smentita che, come Pärt, anche Philip Glass abbia rivoluzionato la storia della musica del Novecento, creando uno stile personalissimo e coinvolgente che appassiona ogni pubblico da almeno mezzo secolo: il suo minimalismo, come la monumentale sacralità del collega, ha creato nel tempo schiere di proseliti, ma rimane intatto nella sua primigeneità quando mette mano al pentagramma e incanta le masse con l’originalità delle sue proposte, ad un tempo nuove ed antiche.
Anche il lettone Pēteris Vasks e il già citato David Lang sono celeberrimi, avendo personalizzato gli stilemi compositivi del secolo scorso con sensibilità profonde ed accattivanti. Il testo quanto mai attuale di Madre Teresa che dà origine alla “Preghiera” di Vasks conduce letteralmente per mano lo spettatore in un mondo di disillusione e speranza che si alternano più volte, trasmessi con una forza emotiva che tiene avvinti dalla prima all’ultima nota.
David Lang si inventa invece un testo per un immaginario inno nazionale che però possa andare oltre i confini, oltre le genti ed oltre le culture, per riunire in un solo, grande inno tutti i popoli; anche questo è un testo più che mai di stretta ed angosciante utilità contemporanea, letteralmente traslato in musica con un’elencazione ripetitiva ed a tratti quasi ipnotica, ma oltremodo suggestiva e trascinante.
Infine, due compositori fra i più conosciuti specificamente per la composizione dedicata al coro, il norvegese Ola Giejlo e il lettone Ēriks Ešenvalds: le loro sonorità nordiche hanno catturato l’attenzione delle compagini più blasonate, che continuano ad eseguirli per ogni dove, creando climi espressivi ogni volta più attrattivi anche per chi si accosta per la prima volta a questi repertori. Il successo decretato dall’esecuzione, in occasione dei nostri Settant’anni, della Messa “Sunrise” di Giejlo, che fino ad allora ben pochi conoscevano in Italia, ci ha confortati al punto di riprenderne un brano per i Settantacinque ed oggi per gli Ottant’anni. Ed ora non c’è coro in provincia che non si cimenti con materiali di questo compositore.
Del quasi cinquantenne Ēriks Ešenvalds, con cui il coro della Società Corale avrà l’onore di regalarsi una masterclass a metà aprile del prossimo anno, con “In Paradisum”, proposto in apertura di serata con il coro accompagnato da una viola ed un violoncello in scritture molto ardite, si rivela uno stile maturo dai tratti stupefacenti, banco di prova per cori professionisti e, anche qui con un certo rammarico, assai poco noto dalle nostre parti.
Questo concerto vedrà impegnato il Coro della Società Corale Città di Cuneo, accompagnato da una compagine orchestrale che raccoglie giovani eccellenze attive sul territorio cuneese, grazie ad una partnership consolidata con il Conservatorio cittadino.




