Sabato sabato 24 maggio 2025 – Mercato coperto di piazza Seminario
Rassegna “Città in Note 2025”
DESH è un repertorio vario, che restituisce il canto corale di ispirazione popolare di tutto il mondo.
DESH è un caleidoscopio di musiche popolari a cappella che arrivano da ventidue Paesi, eseguite tutte in lingua originale con arrangiamenti di grande effetto: dalla Nuova Zelanda al Messico, dal Giappone al Sudafrica, esplorando le Americhe ed il Borneo, l’Europa ed il vicino e lontano Oriente.
DESH è una raccolta di idiomi diversissimi tra ninna-nanne, canti di lavoro e di festa, canti di commiato e di danza: dietro ogni canto un’emozione, un profumo, una storia.
DESH ci avvicina a mondi che solo all’apparenza sono lontanissimi.
DESH è la musica che unisce.
Coro della Società corale città di Cuneo Giuseppe Cappotto, direttore
Trad. India (arr. E. Sperry): Desh
Un “raga” indiano
Trad. Messico (S. S. Stewart): A la orilla de un palmar
Al limitar del palmeto ho visto una giovinetta, la sua boccuccia di corallo, i suoi occhi erano due stelle.
Trad. Mongolia (arr. Yongrub): Dorven Dalai
Limpida come l’acqua del mare dell’Ovest, delicata come le foglie di areca.
Con gioia e fortuna ci siamo incontrati: cantiamo e brindiamo insieme a questo momento.
Trad. Indonesia (arr. Y. Budi Susanto): Luk luk lumbu
Il sole accompagna i fiori che sbocciano, il vento passa e mi colpisce, mi sento come se mi stessi innamorando: sto andando con la corrente, è bello essere spazzati via…
Trad. Irlanda (arr. M. McGlynn): Siuil a ruin
Ho sognato di sedere in braccio al mio vero amore, e mi diceva cose che non sarebbero mai più potute accadere.
Trad. Sudafrica (arr. M. Brewer): Hamba Lulu
Shshsh! Giovane sposa, ascolta tutto quel che ti racconteremo…
Trad. China (arr. H. Woo): Mo-li-hua
Quando il gelsomino sboccia, neanche la neve è più bianca.
Vorrei raccoglierne uno e metterlo sul mio vestito, ma ho paura che non cresca più.
Trad. Ecuador (arr. S. Hatfield): La lluvia
La pioggia
Trad. Iraq (arr. S. Bali): Fõg elnã khel
Non so se siano le tue guance o la luna a brillare sopra le palme.
Trad. Norvegia (arr. G. Eriksson): Gjendines Bådnlåt
Mia madre mi ha preso tra le braccia, danzando con me.
Trad. Giappone (arr. T. Takemitsu): Sakura
Fiori di ciliegio, su prati, colline e montagne.
Per quanto lontano tu possa vedere, sono nebbia o nuvole?
Trad. Siria (arr. J. Ploeg): Kanu Ya Habibi
Il mio amore era neve e nitriti di cavalli che passavano davanti alla porta della notte e quei suoni ci portavano in viaggio attraverso l’orizzonte.
Trad. Haiti (arr. S. Källmann): Peze café
Mia madre mi ha mandato al cancello: “Vai a pesare il mio caffè”.
Trad. Stati Uniti (arr. Ē. Ešenvalds): Amazing grace
Meravigliosa Grazia (quanto è dolce il suo suono), che ha salvato un miserabile come me! Un tempo ero perduto, ma ora sono ritrovato. Ero cieco ma ora vedo.
Trad. Zimbabwe (arr. D. Jackson): Akekho ofana no Jesu
Non esiste nessuno come Gesù!
Trad. Nuova Zelanda (arr. D. Mews): Pokarekare ana
Le acque di Waiapu sono agitate, l’amore non inaridisce al sole, sempre bagnato dalle mie lacrime.
Trad. Filippine (arr. B. Castillo): Kruhay
Lunga vita! La gente di Bornay è sbarcata, i nostri cuori erano pronti e li abbiamo accolti con una festa folle.
Trad. Serbia (arr. M. Savas): Bubamara
Tutti lo stanno chiedendo: “Coccinella, perchè sei così piccola?”
Trad. Brasile (arr. M. Leite): Tres Cantos Nativos dos Indios Kraó
Impensate foreste senza fine/di fiori e frutti tropicali/e cuore di antichi animali/impregnati di vita/in un cielo di nubi polverose (Màrcia Theòphilo)







